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    Ursa Major

    Il Carnevale in Garfagnana

    Terra di tradizioni e festa 

    Il carnevale da sempre è stato quel momento di liberazione, festa e divertimento che precede il periodo della Quaresima: una vera e propria festività che ci permette di abbandonare tutte quelle che possono essere le imposizioni sociali e dar sfogo alla fantasia.

    Se è vero che tutto il mondo il Carnevale è contraddistinto dalle stesse caratteristiche e spirito sicuramente, siamo orgogliosi di affermare che c’è una regione in Italia dove questa festa viene vissuta con una gioia e un distinto senso dell’umorismo che è particolare e radicato nel patrimonio storico culturale della regione in questione. Voi avete capito di chi stiamo parlando? Proprio della Toscana e in particolar modo della Garfagnana, terra di tradizioni e feste. 

    La storia del Carnevale toscano

    Si hanno prove e testimonianze del Carnevale toscano risalenti al 1539, con i festeggiamenti del carnevale di Foiano, in provincia di Arezzo. Anche se si parla di festeggiamenti dallo stile carnevalesco che risalgono addirittura al 1300 a Bibbiena per la celebrazione della Mea o del Carnevale dei figli di Bacco risalenti al 1100!! Insomma, una storia piena di tradizioni tramandate di generazione in generazione in Toscana, che vede ogni anno un’affluenza grandissima di turisti per i celeberrimi carnevali di Viareggio e Castelnuovo. Quest’anno purtroppo sappiamo che non sarà possibile festeggiare come un tempo il Carnevale, per la prima volta dopo 150 anni il carnevale di Viareggio sarà posticipato al prossimo autunno per esempio. Pensiamo però che queste ristrettezze siano giuste da applicare ad un evento con una vasta affluenza e posticiparlo ci darà l’occasione di poterlo vivere magari con una sicurezza in più!

    Il Carnevale di Castelnuovo, una tradizione antica

    Il Carnevale per eccellenza della Garfagnana è sicuramente il tradizionale Carnevale di Castelnuovo, risalente al 1800. Da quel momento il Carnevale fu festeggiato ogni anno, con carri più eccentrici e grandiosi dell’anno precedente! Solamente la Seconda guerra mondiale causò l’interruzione della festività per poi essere ripresa nel 1952 per volontà di alcune persone che erano attive nella vita sociale della città. Durante il periodo della guerra le sfilate erano state interrotte, ma tanta era la passione per la festa che organizzarono una sorta di festeggiamento più in piccolo con delle “mascherate”, soprattutto per far distrarre i bambini in un periodo tanto difficile. 

    La festa tradizionale prevedeva l’organizzazione di un Palio, evento che andò a causare dissapori tra i vincitori e vinti, finché nel 1956 si interruppe per dar posto ai carri allegorici. Era il 1989, la comunità viveva un periodo florido e ricco dal punto di vista creativo, così che gli artisti del paese furono sostenuti dal comune per la creazione delle “sfilate” dei carri allegorici. I rioni storici si adoperarono per la creazione del carro di cartapesta e la creazione di abiti sartoriali di alta qualità, a tal punto che si iniziò a parlare dei festeggiamenti di Castelnuovo anche a Viareggio! Da quel momento sarebbe nato un sodalizio carnevalesco unico nel suo genere, i carri di Castelnuovo andavano a sfilare a Viareggio e viceversa. 

    I rioni di Castelnuovo

    I rioni protagonisti di questo Carnevale Garfagnino sono tutti radunati sotto un’unica associazione: “ Chioccoron” in onore di Luigi Pierioni, un poeta vissuto in un piccolo borgo chiamato Fabbriche di Careggine che perse la vita nella realizzazione del lago di Vagli. Inoltre, Chioccoron, in dialetto garfagnino ha significato di ‘testa grossa e dura’ ma anche di ostinato, sicuramente un nome azzeccato dati i tutti i problemi che hanno affrontato i festeggiamenti del Carnevale nel tempo! 

    Le tradizioni gastronomiche del Carnevale 

    Come sapete – ne abbiamo già parlato in precedenza – in Toscana si mangia bene!

    Non possiamo, quindi, fare a meno di fare qualche cenno alle tradizioni gastronomiche di questa ricorrenza.

    In particolare, parliamo di dolci! Cominciamo con la Schiacciata Fiorentina, un dolce realizzato con lo strutto di lardo che può essere mangiato aperto a mo’ di panino e ripieno di crema pasticcera o panna.  Tipico della regione è anche il Berlingozzo, un dolce a forma di ciambella, che risulta croccante e aromatizzato all’anice. Per concludere dobbiamo ovviamente parlare del dolce per eccellenza del Carnevale: i cenci o le chiacchiere. Ogni parte della Toscana ha la sua versione, con nomi, forme diverse, modalità di cottura diverse e addirittura guarnizioni differenti! 

    Un dolce che è il simbolo della festività alla fine, rappresenta un po’ tutti i modi in cui può essere rappresentato il Carnevale, ma che in un certo senso ci rimanda a tutti con la mente ai colori alla musica e alla spensieratezza del periodo.

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